martedì 29 maggio 2012

Un sepalo di rugiada


Odo il vento arrivare.
Una banderuola di cristallo,
le note d’uno xilofono.

Accenti sottili
dolcezza di fondo.
È un velo di seta
Ch’acquieta il colpo.

Da una parte gli Alisei,
dall’altra, il Mistral

Son botteghe di parole,
che timido e ignorante,
mi meravigliano.

È l’audacia dell’esistenza:
-un sepalo di rugiada-,

la perla del cuore,
che trova  famiglia,
nel bazar della vita.

Francis

Desiderio antico


Il Nonnulla
è un cappello che si leva.
L’incontro con un Signore:
-memorie e poesie-.

O mani, che la dimora esista,
nonostante i litorali si sgretolino
e le gerarchie si dileguino,
è un desiderio antico.

Il frullare d’un colibrì
è qualcosa che ignoro;
La Morte, tuttavia, s’aggira
lapidaria.

È un pensiero politico,
un animale demoniaco;
È una stagione che s’appella,
col’avocato del Maligno,
a un articolo vergognoso.

Francis

Origami di carta


Un pacchetto di sigarette.
Una barchetta di carta.

Quest’oggi il vento è forte.
Una raffica, poi un’altra…

Sono due oceani
l’universo:
il cielo e il mare,
il litorale e il firmamento.

Sua Regalità non ha limiti:
da un vuoto all’altro
procede indifferente.

Una barca dispersa
è giunta sugli scogli.
Sul lido celeste,
l’intera fregata .

-Solitaria Gioia,
labbra di granito,
alla dogana del cielo,
origami di carta-.

Francis

Pensieri sparsi IV


Pensieri sparsi,
una cassetta delle poste,
un albero...

Ecco il postino.
-c'è un buon profumo nell'aria,
sta per nevicare!-

Un piede sul pedale
e la corona della catena, gira.

Cigola il violino stonato,
geme spossato
sul filo d’uno sbuffo.

È prodigiosa la costanza del ragno:
una gala di vapore ,
mani invisibili
e l’opera si compone danzando.

È la geometria dell’infinito
una perla d’ingegneria,
un balletto solitario.

La fatica è uno sforzo
che s’intesse col’anima,

è un arazzo del tempo:
una sillaba espirata,

-una Collana di diamanti-.

Francis 

lunedì 28 maggio 2012

Pensieri sparsi III


Pensieri sparsi,
un tavolino all’ingresso,
una siepe,
profumo d’estate.

Una farfalla attraversa la strada.

Il silenzio è cosa rara…
il cielo è blu.
Sciami di foglie, nell’aria,
sono spruzzi nel cielo.

Il colore è sottovalutato.
Sono ondate di tempesta,
lacrime, perché no?

L’anziana trattiene il respiro.
D’argento sono i suoi capelli,
uno scialle rosso
le incornicia le spalle;

la solitudine, una volta
allegra e mesta, si ricurva.
Il vuoto empio come la notte,
spinge il suo sguardo

alla mia portata.
Lo stupore m’assale:
È Poeta la vegliarda!


L’eremo dell’anziana,
è un dispaccio invisibile,
come lo Sfavillo du papillon  
che sovrana -si posa-.

Francis

Pensieri sparsi II


Pensieri sparsi,
origami di notte.
Carte da imballaggio,
scatoloni,
il treno quest’oggi è in ritardo.

In un angolo,
un pomeriggio d’inverno.

Una piaga scarlatta,
una cicatrice nel cielo.
Cumuli di foto;
intorno a noi cade la neve.

È impossibile, mi dico.

È di marchio regale, il Tempo.
L’Assurdo suggella l’aria,
e nello stesso momento,
il carro si fa pesante.

Imperiale afflizione
Di occhi tropo vicini,
È un gioco d’origami,

un sorriso di granito:
la fistola della parola
-che incede sul binario-
in nome di Nicodemo.

Francis

sabato 26 maggio 2012

Pensieri sparsi


Pensieri sparsi,
brevi sospiri fatti di questa misura.
Cartoline da lettere
in sosta indefinita
mentre il tempo, furtivo,
procede nel suo  ciclo.

Ti ringrazio sonno,
una cravatta rossa
per una briciola di pane.
Un sorriso di granito,
come un gioiello,
per un ricordo d’ametista;

son curioso,
guardando tuo il viso,
se c’è disprezzo o estasi,
in un cimelio di pietra.

Futili venti di questa portata,
una bussola, una carta;
ma Pensiero, ahi me, è impossibile
suggellarti  in questo mare.

 Francis